La fede cristiana come supporto alla conservazione in Kenya: un’alleanza per la natura.
La Relazione tra Cristianesimo e Conservazione in Kenya
L’integrazione della fede religiosa nel pensiero e nelle pratiche di conservazione presenta sfide significative, molte delle quali derivano da narrazioni obsolete. Da oltre cinquant’anni, si è diffusa l’idea che il cristianesimo abbia un impatto negativo sull’ambiente, ma tale visione non riflette pienamente la realtà attuale, specialmente in paesi come il Kenya. Come sottolineato in un recente articolo di Stuart Butler, la diversità delle espressioni cristiane in Kenya mostra che la fede, le sue teologie e le sue applicazioni possono generare relazioni sia positive che negative con l’ambiente e i suoi abitanti non umani.
L’influenza del cristianesimo nella vita pubblica del Kenya è indiscutibile. Da oltre un secolo, la vita quotidiana nel paese—dall’educazione alla sanità e alla politica—è stata modellata in gran parte dalla fede. Le origini missionarie e le espressioni indigene hanno fatto del cristianesimo “una delle forze socioculturali più potenti” in Kenya. Nonostante ciò, le interconnessioni tra cristianesimo e conservazione, un tema cruciale nel panorama sociopolitico del Kenya, sono state scarsamente studiate.
La Fede Religiosa nella Pratica di Conservazione
L’articolo di Butler rappresenta un cambio di rotta, affrontando l’intersezione dinamica tra religione tradizionale Maasai, cristianesimo, privatizzazione della terra e conservazione nella foresta di Naimina Enkiyioo. Per troppo tempo, la fede religiosa è rimasta ai margini del pensiero di conservazione mainstream. Alcuni attori importanti nel settore della conservazione iniziano a collaborare con comunità e organizzazioni religiose, come dimostrato dalle partnership tra WWF e UNEP. Tuttavia, convincere i professionisti e le organizzazioni di conservazione, principalmente occidentali, ad affrontare seriamente il tema della fede rimane una sfida ardua.
Negli ultimi decenni, si sono registrate tensioni tra cristianesimo e conservazione, in gran parte alimentate da narrazioni prevalenti, ma spesso parziali, riguardo agli effetti della fede sull’ambiente. L’articolo di Lynn White Jr. del 1967, “Le radici storiche della nostra crisi ecologica”, ha avuto un’enorme ricaduta culturale, esprimendo l’idea che il cristianesimo occidentale sia alla base della crisi ecologica globale.
