In libreria e sulle piattaforme online “Le tante epifanie della razza”, l’ultimo libro di Marco Antonio Pirrone

In libreria e sulle piattaforme online “Le tante epifanie della razza”, l’ultimo libro di Marco Antonio Pirrone

Un testo di straordinaria attualità e di grande efficacia, uno strumento necessario per comprendere il riemergere del razzismo contemporaneo, un progetto, secondo l’autore, regressivo ma realizzato con tecnologie innovative.

In questo suo ultimo lavoro, dal titolo: “Le tante epifanie della razza. L’eugenica nell’America di Donald Trump e il razzismo come rapporto sociale” (124 pp., collana “Fuori le mura”), edito da Mediter Italia, Marco Antonio Pirrone ci conduce oltre il mito del positivismo e ci svela il fallimento di quella new economy che avrebbe dovuto liberarci dalla fatica del lavoro e dallo sfruttamento.

Victor Matteucci, autore della postfazione, si chiede: «Perché improvvisamente sembra possibile dire e fare ciò che fino ieri sembrava perfino impensabile? Perché si può impunemente minacciare l’uso della forza, attaccare un Paese, imporre sanzioni a chi non si adegua? Perché, a un tratto, riemergono, nel XXI secolo, le nozioni antropologiche e culturali dei geni e della razza? Perché, cioè, questa ideologia suprematista, ma anche questa volontà di potenza imperialistica, viene allo scoperto, senza più reticenze né pudori? Come e cosa ha cambiato irrimediabilmente il genocidio di Gaza?».

Secondo Matteucci, «il testo di Marco A. Pirrone, purtroppo, estremamente profetico e di straordinaria attualità, offre molte risposte convincenti e spiega in modo efficace le ragioni della riscoperta del razzismo, da parte delle élite occidentali. Un razzismo che ha la funzione di un carburante, di un collante interno, che è necessario per garantire omogeneità e difesa comune riguardo alle minacce e ai pericoli esterni di cui sarebbe responsabile un fantomatico nemico alle porte. Questa cultura eugenetica, del pregiudizio e dello stigma, consente, infatti, una visione neo-medievale, conformista e autoritaria, dentro le mura, dove è prioritario sorvegliare e punire, e aggressiva e spregiudicata, fuori le mura, dove prevalgono guerra e ansia di distruzione con le nuove crociate».

Il colonialismo e l’imperialismo, nella loro forma più brutale, sembrerebbero essere, in realtà, l’ultima spiaggia, necessari a procrastinare l’agonia dell’Occidente, mai come oggi, Abendland, terra del tramonto, e del suo eroe: l’uomo dal cuore bianco.

L’autore

Marco A. Pirrone è ricercatore di Sociologia generale presso l’Università degli Studi di Palermo. Le sue ricerche si concentrano sulle migrazioni internazionali, il razzismo, il capitalismo e le trasformazioni del lavoro e delle disuguaglianze sociali. Tra i suoi lavori: Approdi e scogli (2002), Crocevia e trincea (2007), Il razzismo in Italia (2010, con M. Mannoia), Razzismi, insicurezza e criminalità (2019), Guerra ai migranti. Neoliberismo e neo-schiavitù del XXI secolo (2025).

Il libro è disponibile nelle librerie e su tutte le piattaforme online.

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