Brevetti e Sostenibilità: L’Impatto degli Spin-off Universitari secondo l’Indagine UniMi

Brevetti e Sostenibilità: L’Impatto degli Spin-off Universitari secondo l’Indagine UniMi

Il Sistema Universitario Italiano: Eccellenze e Sfide

MILANO (ITALPRESS) – Il sistema universitario italiano si dimostra un pilastro fondamentale per la crescita e l’innovazione nel Paese, ma è caratterizzato da un forte divario territoriale. Le eccellenze, in termini di brevetti e spin-off, si concentrano principalmente nel Nord, in particolare nei grandi atenei. Nonostante i progressi, persistono divergenze significative che influenzano la qualità dell’istruzione e la capacità di innovazione.

Questi aspetti emergono chiaramente dal V Rapporto dell’Osservatorio MHEO (Milan Higher Education Observatory) intitolato “The University Factor – Impatto economico e sostenibilità dell’istruzione terziaria e dell’università”. Presentato all’Università degli Studi di Milano, il rapporto è stato redatto in collaborazione con il Centro HEYE (Higher Education and Youth Employability) dell’Università degli Studi di Bergamo e il MEIEC (Milan Economic Impact Evaluation Center) dell’ateneo milanese. Gli autori, tra cui Giovanni Barbato e Carlo Fiorio, si sono concentrati sull’analisi dell’impatto economico e sociale delle università, mettendo in evidenza il legame tra ricerca, brevettazione e sviluppo territoriale.

Secondo Matteo Turri, docente dell’Università Statale di Milano e responsabile scientifico di MHEO, i dati raccolti offrono spunti preziosi per affrontare le trasformazioni in corso, grazie a un’analisi basata su evidenze. “Il rapporto sottolinea come le università svolgano un ruolo cruciale nel progresso di Milano e della Lombardia”, ha affermato.


Trends nella Brevettazione Universitaria

In Italia, il contributo della brevettazione universitaria è esiguo: si attesta all’8% dei brevetti europei, con il 47% di essi provenienti dalla Lombardia. Questo scenario è il risultato di una cultura brevettuale limitata e di un disallineamento tra l’offerta di ricerca universitario e la domanda industriale. Le istituzioni italiane, tra il 2000 e il 2020, hanno visto la loro quota di domande di brevetto universitario crescere dal 6,2% al 10,2% del totale europeo. La Slovacchia e Cipro hanno visto un incremento ancor più notevole, segnalando una possibile opportunità per le università italiane.

Nonostante il numero di domande sia aumentato considerevolmente, passando da 186 nel 2000 a 1.235 nel 2022, il tasso di successo per l’ottenimento di brevetti è in diminuzione. La polarizzazione nel panorama della brevettazione è chiara: il Nord Italia genera il 47% dei brevetti universitari, principalmente nei settori farmaceutico, delle tecnologie mediche e delle biotecnologie. La concentrazione di expertise in queste aree indica un potenziale di crescita se affrontato in modo strategico.

In aggiunta, l’analisi ha dimostrato che molti atenei non riescono a tradurre la ricerca di qualità in proprietà intellettuale, evidenziando la necessità di un miglior adattamento ai bisogni del mercato.


Spin-off Universitari: Opportunità e Criticità

Un altro aspetto critico del sistema universitario è la creazione di spin-off. Negli ultimi anni, si è registrata una drastica riduzione del loro numero, passando da 86 nel 2018 a 20 nel 2024. Questa diminuzione è influenzata dall’incertezza generata dalla pandemia, dall’introduzione di normative più restrittive e da fragilità strutturali relative alle dimensioni e alla saturazione del mercato.

La localizzazione degli spin-off evidenzia una tendenza simile a quella osservata per i brevetti, con il 47% concentrato nel Nord Italia. La maggior parte di essi è creata in atenei di grandi dimensioni e tende a essere monodisciplinare, con una prevalenza di discipline ingegneristiche. In particolare, il 46% riguarda queste aree, segnalando una potenziale opportunità di espansione inter-disciplinare.

Nonostante le sfide, gli spin-off universitari mostrano un sorprendente tasso di successo: solo l’1% chiude entro il primo anno, mentre il 7% fallisce entro cinque anni. Questo dato suggerisce che, sebbene ci siano criticità, la creazione di spin-off può continuare a rappresentare una risorsa importante per l’innovazione.


Sostenibilità e Inclusione: Un Impegno Necessario

Il V Rapporto analizza anche il tema della sostenibilità degli Atenei da diverse prospettive. Seppur ci siano evidenze di progresso, i dati mostrano un preoccupante aumento del consumo energetico degli istituti italiani, che è salito del 24,1% tra il 2015 e il 2021. Mentre la spesa per energia è cresciuta del 22,6%, l’autoproduzione è aumentata del 300%, rappresentando solo il 2% del fabbisogno totale.

Dal punto di vista sociale, il rapporto evidenzia l’ottimo equilibrio di genere tra gli immatricolati, con una prevalenza femminile che si sta estendendo anche a discipline tradizionalmente maschili, come ingegneria e ICT. Nel 2022, il 37,6% degli studenti era esonerato dal pagamento delle tasse, segnalando un miglioramento rispetto a dieci anni fa.

Infine, un’indagine condotta su un campione di 2.500 studenti dell’Università Statale di Milano ha rivelato che le spese di affitto rappresentano un serio onere per molti, con circa il 57,6% degli studenti che non lavora e dipende dal sostegno familiare. Questo scenario richiama l’attenzione sulla vulnerabilità economica degli studenti e sull’importanza di soluzioni innovative per supportare il loro benessere finanziario.

Per ulteriori dettagli sul tema, si possono consultare le fonti ufficiali del Rapporto MHEO sul sito dell’Università degli Studi di Milano.

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