Mercoledì 09 Dicembre 2009 22:52
Nell’ambito dell’Accordo di programma sottoscritto dall’assessorato
regionale Agricoltura con l’Ice (Istituto per il commercio estero), dal
9 all’11dicembre, una delegazione di manager cinesi, visiterà nove
cantine sociali siciliane per presentare e stipulare eventuali accordi
commerciali di vino sfuso. L’iniziativa nasce da uno studio, condotto
dal dipartimento Interventi strutturali guidato da
Rosaria Barresi, sul
mercato del vino cinese - che ha fatto rilevare una crescita
esponenziale di consumo - considerato però dagli enologi di tutto il
mondo di modesta qualità, cosa che ha creato ampi spazi di penetrazione
nel segmento di mercato del vino di qualità; un significativo
orientamento verso il vino rosso e una scelta sempre maggiore dei
giovani verso il vino di importazione a prezzo e qualità superiori.
“La Cina oggi è interessata al vino sfuso italiano. Per la Sicilia è un
mercato strategico – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura,
Michele Cimino – perché risponde alle necessità del territorio e agli
obiettivi della Regione: diminuire la produzione eccedente delle nostre
78 cantine e orientarla verso destinazioni certe di mercato. Quello
cinese è un mercato in grande espansione, questa visita, è una grande
opportunità”.
“I manager saranno accompagnati da funzionari specializzati – ha
spiegato Rosaria Barresi -. Il ruolo dell’amministrazione è costruire
relazioni a lungo termine e fare da catalizzatore tra le nostre imprese
e una realtà economica così importante, coprendo le distanze e offrendo
i servizi necessari attraverso la conoscenza delle aziende cinesi, per
evitare contenziosi o incomprensioni”
Queste le cantine sociali coinvolte: “Ericina” di Custonaci (Trapani);
“Alto Belice” di San Cipirrello (Palermo); “Corbera” di Santa
Margherita del Belice (Agrigento); “Cellaro” di Sambuca di Sicilia
(Agrigento); “Settesoli” di Menfi (Agrigento); “Castelvetrano” di
Castelvetrano (Trapani); “Europa” di Petrosino (Trapani); “Colomba
Bianca” di Mazara del Vallo (Trapani); “Birgi” di (Trapani).
In Cina, i manager rappresentano: la Shangri-La Wine Co, un’azienda che
produce 5mila tonnellate di vino all’anno, e si prevede che ne
raggiungerà circa 20mila. La società ha investito per l’introduzione di
vitigni Cabernet Sauvignon, raggiungendo un livello di qualità in linea
con gli standard internazionali; la Huaxia wine industry, che fa parte
della Coefo, il maggiore importatore di vino sfuso cinese; la Shanghai
Sunway Wine Co, Ltd, che rappresenta il più importante fornitore di
vino sfuso in Cina; la Yantai Mingyang Winery, che fino a oggi ha
importato solo dal Sud Africa, dalla Francia e dal Cile, ora è
interessata al vino italiano; e la Qinhuangdao Liuhe Vineyard, membro
della China Wine Association, che ha una capacità produttiva annuale di
20mila tonnellate di vino e grazie alle condizioni geografiche,
utilizza Cabernet Sauvignon di qualità.