Domenica 27 Settembre 2009 11:46
Messina - Sergio Calderone presidente dell’Associazione Messina Futura, ha scritto una lettera al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, al prefetto Alecci, al sindaco Buzzanca e al presidente della Provincia Ricevuto in relazione: "al piano d'esercizio di Trenitalia che, a partire dal 2010, cancella tutti i treni a lunga percorrenza che collegano la Sicilia al resto del Paese, e preso atto che il detto piano, presentato lo scorso 29 luglio ai sindacati dalla Divisione passeggeri e pubblicizzato dagli organi di stampa, non è stato ad oggi né ritirato né modificato, intende inviare una lettera aperta alle istituzioni pubbliche affinché il Ministero dei Trasporti effettui le dovute pressioni sul Gruppo FS per una totale revisione di quanto previsto. Posto che la decisione di Trenitalia viola il principio costituzionale alla mobilità di tutti i residenti siciliani, oltre a essere in aperto contrasto con il principio della continuità territoriale assicurato viceversa nel resto del Paese, Messina Futura evidenzia altresì le inevitabili e gravi conseguenze sul piano occupazionale stante la soppressione, accanto ai treni a lunga percorrenza, di stazioni, uffici collegati e soprattutto dei servizi navali sullo Stretto di Messina"
IL testo della Lettera
I sottoscritti, tutti residenti in Sicilia, avendo appreso da
notizie di stampa diffuse da primarie testate giornalistiche nazionali,
regionali e locali, che il Piano di Produzione 2010 di Trenitalia, a
partire dal 1 dicembre p.v., letteralmente cancella la presenza e
l’operatività in Sicilia delle Ferrovie dello Stato, che seppur non in
modo adeguato hanno assicurato comunque sino ad oggi il trasporto di
persone e merci dall’isola al resto del Paese,
chiedono
ai destinatari della presente di verificare nelle sedi opportune
la fondatezza delle dette notizie di stampa e, qualora ne dovessero
accertare la veridicità, intervenire, secondo ruoli e sfere di
competenza proprie, sul Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
e direttamente sul Gruppo FS affinchè quest’ultimo modifichi il piano
di dismissione descritto sin qui.
Si invoca con la presente l’intervento delle S. V. affinchè, ai
sensi degli artt. 1, 3, 5 e 16 della Costituzione della Repubblica
Italiana, venga preservato il diritto alla mobilità di tutti i
residenti in Sicilia e venga assicurato il principio della continuità
territoriale attraverso un mezzo di trasporto, qual è il treno, che
andrebbe incrementato e non sminuito anche nell’ottica di politiche in
difesa dell’ambiente.
Inoltre, qualora Trenitalia dovesse attuare il piano di
dismissione citato sono evidenti i gravi disagi che si arrecheranno
all’utenza, con riguardo in particolare ad anziani e gruppi familiari
costretti a traghettare, con bagagli e quant’altro, da Messina in
Calabria per poter usufruire del servizio offerto dalle Ferrovie dello
Stato.
In ultimo si prega di attenzionare le pesanti ripercussioni che il
Piano di produzione Trenitalia comporterà a carico del locale mercato
del lavoro, già peraltro fortemente compromesso, prevedendo lo stesso
oltre 3000 esuberi tra gli attuali 4800 addetti sino ad oggi impiegati
da FS in Sicilia.
I sottoscritti chiedono altresì di istituire al più presto, tra
tutti i soggetti interessati ai vari livelli, un Tavolo tecnico
regionale dei Trasporti al fine di focalizzare tutte le problematiche
del comparto e individuarne possibili soluzioni
Fonte: Messina Futura